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*Articolo* E-learning collaborativo

Approfondimenti - Strumenti didattici e tecnologie

Il collaborative e-learning è una modalità didattica tipica delle nuove visioni di formazione e-learning.
In particolare riguarda la possibilità di sfruttare le conoscenze pregresse dei discenti per la creazione collettiva di nuove conoscenze condivise all'interno dei gruppi di lavoro.


Il collaborative e-learning

Collaborare (co-labore) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisione di compiti e una esplicita intenzione di creare qualcosa di nuovo o differente attraverso un processo collaborativo deliberato e strutturato, in contrasto con un semplice scambio di informazioni o esecuzione di istruzioni.

“Un'ampia definizione di apprendimento collaborativo potrebbe essere l'acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o atteggiamenti che sono il risultato di un'interazione di gruppo, o, detto più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di gruppo” (Kaye, 1994).

L'apprendimento collaborativo (collaborative learning) si basa sulla valorizzazione della collaborazione all’interno di un gruppo di allievi e si ha quando esiste una reale interdipendenza tra i membri del gruppo nella realizzazione di un compito, un impegno nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità verso il gruppo e i suoi obiettivi.

Negli ultimi anni l’applicazione delle tecnologie informatiche alla didattica ha consentito, l’arricchimento e lo sviluppo di processi di “collaborative e-learning” basati su attività di comunicazione, sincrona o asincrona, lo scambio di e-mail o l’uso di aree on-line per la discussione e il lavoro di gruppo.
Anche se le ICT giocano un ruolo fondamentale nella realizzazione di processi di collaborazione è importante distinguere la collaborazione dalla semplice comunicazione tra individui perché la buona comunicazione è sì un prerequisito necessario per una efficace collaborazione ma non è di per sé sufficiente: non è collaborativo infatti l'apprendimento basato su un modello di educazione intesa come trasmissione del sapere o di trattamento dell'informazione, dove la principale attività di apprendimento è lo studio individuale e l'organizzazione dell'informazione dai libri, le lezioni i video o il software didattico; d'altro canto, coloro che apprendono organizzati in gruppi (come in classi o gruppi in addestramento) non stanno apprendendo in modo collaborativo quando sono semplicemente impegnati in una discussione o in una comunicazione.
Perché ci sia una efficace collaborazione o cooperazione, ci deve essere una reale interdipendenza tra i membri di un gruppo nella realizzazione di un compito, un impegno nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità per il gruppo e i suoi obiettivi e deve essere posta attenzione alle abilità sociali e interpersonali nello sviluppo dei processi di gruppo.

Il concetto di apprendimento collaborativo è intimamente correlato con il termine “comunità”: comunità di pratica, comunità professionali, comunità di interesse, comunità di apprendimento.
La comunità in tutti questi casi è realizzata da persone che interagiscono per condividere le loro conoscenze; i membri di una comunità di apprendimento sono caratterizzati dall’impegno in una specifica attività, da una forte coesione sociale e soprattutto dalla condivisione di una “cultura” .
All'interno di una comunità la conoscenza si diffonde rapidamente, vengono espresse anche quelle conoscenze che solitamente rimangono “tacite” negli individui e i problemi trovano una più veloce o più efficace soluzione e progressivamente (Kaye, 1994); sfortunatamente però i processi di costruzione di una comunità sono molto complessi e spesso non possono essere formalizzati completamente poiché riguardano sia la sfera dell'apprendimento personale del singolo individuo che i processi di sviluppo  di un'organizzazione e delle comunità stessa.

Per comprendere questi processi complessi si può fare riferimento al modello SECI (Nonaka et al. 2000) e agli studi sul ciclo di vita delle comunità di apprendimento effettuato da Elia (2008).
Il modello SECI concepisce la creazione di conoscenza come un processo continuo di interazioni dinamiche tra conoscenza tacita ed esplicita, che si manifestano in quattro stati della conversione della conoscenza (socializzazione, esternalizzazione, combinazione e internalizzazione) in un processo dinamico che si attua a livelli individuale e si espande fino a livello organizzativo e inter-organizzativo, grazie alle interazioni personali e funzionali tra i membri e le organizzazioni. 

I processi di apprendimento delle comunità collaborative sono difficilmente formalizzabili e spesso non attengono a percorsi di formazione istituzionali, coinvolgono persone già esperte che desiderano risolvere problemi complessi che individualmente non sarebbero in grado di affrontare o per difficoltà oggettiva o per questioni di tempo.

La pratica collaborativa tuttavia può essere anche opportunamente sfruttata come metodologia didattica.

Una progettazione educativa fondata sul collaborative learning offre numerosi benefici sul piano cognitivo ed emozionale. Attraverso il processo di collaborazione, progettato e strutturato ex ante, l'allievo ha la possibilità prendere parte attraverso il dibattito e la discussione ad un ambiente ricco di informazioni che permette la realizzazione di punti di vista multipli su un’idea o su un determinato argomento. Formulare le proprie idee, valorizzarle e rispondere a quelle altrui costituiscono importanti abilità cognitive.

L’utilizzo di metodologie di apprendimento collaborativo in situazioni di distance learning favorisce inoltre il superamento dell'isolamento dell’allievo, che è forse uno dei principali ostacoli sviluppo dell'e-learning.
I principali orientamenti culturali che privilegiano l’uso dell’apprendimento collaborativo nella didattica esaltano il valore educativo delle interazioni tra gli attori in un determinato contesto. Nell’istruzione erogata on-line la collaborazione permette una comunicazione in tempo reale tra tutti gli attori del processo formativo ed è condotta da un docente all’interno di un ambiente virtuale. Il docente assume il ruolo di organizzatore, coordinatore e facilitatore dell’apprendimento e guida gli allievi in un processo di studio interattivo, che può quindi comprendere la condivisione di lavagne, di applicazioni e strumenti tecnologici, ma che si basa principalmente sulla creazione di un sentimento forte di partecipazione. Ovviamente le competenze richieste al docente on line risultano molto più complesse rispetto al docente tradizionale come ad esempio la capacità di creare una comunità nello spazio virtuale del web e far si che, al proprio interno, ciascun allievo si senta parte di un gruppo come se si trovasse davvero in un aula tradizionale.


Il Tutor

Nei contesti collaborativi formali di fondamentale importanza è il tutor, la figura di mediazione tra il docente e gli studenti.
Compito del tutor è quello di organizzare, facilitare e monitorare lo svolgimento delle attività didattiche e il clima di collaborazione. Il tutor deve avere la capacità di leggere il clima della classe distinguendo fra attività individuali, cooperative o collaborative, indicando ai singoli studenti o a tutto il gruppo le attività da svolgere per poter aspirare ad una crescita comune.
I processi collaborativi infatti non escludono la necessità di attività individuali, così come differenti sono le attività di cooperazione e quelle di collaborazione.
La collaborazione è un'attività globale che può avvenire solo ed esclusivamente all'interno di un gruppo con un'alta consapevolezza ed un alto grado di conoscenza e rispetto reciproco. Non necessariamente tutti i membri devono avere le stesse conoscenze, anzi la diversità è proprio quella ricchezza che i processi collaborativi riescono a valorizzare, tuttavia tutti i partecipanti devono avere l'apertura mentale di saper accettare visioni differenti dalla propria, devono avere una forte predisposizione al dialogo e una grande flessibilità.
La cooperazione invece è maggiormente strutturata, in un certo senso gerarchizzata: ogni componente ha una propria funzione, le attività fanno sicuramente parte di un progetto comune ma possono essere condotte avanti parallelamente da persone o gruppi diversi. Nella cooperazione persone con competenze diverse lavorano diversamente fino ad un traguardo comune dato dall'unione dei singoli lavori.
A differenza degli ambienti informali che si basano su di un'autogestione dei processi da parte di chi vi partecipa, in base alle proprie competenze, predisposizioni caratteriali e disponibilità di tempo, nei corsi e-learning di tipo collaborativo il tutor, il docente, ma anche l'autore nelle fasi di progettazione, hanno espressamente l'importante compito di dover adeguatamente e gestire questi processi al fine di raggiungere degli obiettivi formativi prefissati.

 


Testi citati in questo articolo:

  • Elia G., Murgia G. (a cura di, 2008), “CollaborativeE-learning , Franco Angeli, Milano, 2008.
  • Kaye A. (1994), “Apprendimento collaborativo basato sul computer” , in Tecnologie Didattiche , N.4, Istituto per le Tecnologie Didattiche Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Nonaka I, Toyama R e Konno N.(2000), “SECI, Ba and leadership: A unified model of dynamic knowledge creation”, Long range Planning, Vol 33 pp 5-34

Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Dicembre 2009 13:06)

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